Accademia Scacchi Milano
Scuola di Scacchi riconosciuta FSI
Presso Circolo Culturale "I Navigli"
Via De Amicis 17 - M2 S. Ambrogio
Tel. 328 7194921
C.F. 97419000159
Sede climatizzata, ampia ed elegante
con bar, ristorante ed auditorium.
Riservata ai Soci

ASM


15:00-00:00 da Lunedì al Sabato
09:30-00:00 Domenica

     La nostra Sede
     Iscriviti all'Accademia
     Organizzazione
     Tutti gli Eventi in Calendario


Calendario Accademia

<< Gennaio 2019 >> 
 Lun  Mar  Mer  Gio  Ven  Sab  Dom 
 
  7  8  911
151618
222325
2930   

Seguiteci

Accademia su FacebookAccademia su TwitterAccademia su Google PlusRSS Accademia
 91 visitatori online
Ultimo aggiornamento del sito:
Mercoledì 16 Gennaio 2019 17:36

Gli ultimi articoli

  1. Bughouse o Mangia e Passa?
    Domenica 13 Gennaio 2019
  2. Il Fine Settimana di Accademia
    Venerdì 11 Gennaio 2019
  3. Didattica per i nostri Soci in Regalo
    Giovedì 10 Gennaio 2019
  4. Apericena e Universo
    Martedì 08 Gennaio 2019
  5. Torneo AMATORI Serale
    Venerdì 04 Gennaio 2019
  6. Torneo di Capodanno
    Sabato 29 Dicembre 2018
  7. Bene i nostri Ragazzi alla Mimosa
    Lunedì 24 Dicembre 2018
  8. Tempo di Regali? Regalate Scacchi!!!
    Lunedì 24 Dicembre 2018
  9. Torneo Festa dello Scacchista Allianz 2018
    Lunedì 24 Dicembre 2018
  10. Comunicato Stampa da Ozzero
    Domenica 23 Dicembre 2018
  11. Comunicato Stamoa da Ozzero
    Domenica 23 Dicembre 2018
  12. Gli Orari di Accademia 2019
    Domenica 23 Dicembre 2018
  13. Il Sabato di Accademia
    Giovedì 20 Dicembre 2018
  14. Ritorna Magenta!
    Martedì 18 Dicembre 2018
  15. Albo d'Oro di Accademia 2018
    Martedì 18 Dicembre 2018
  16. Campionato Provinciale di Milano Under 16
    Martedì 18 Dicembre 2018
Google
Web Accademia

Tattica del giorno

Per gli autori



Stefan Zweig - Novella degli scacchi
Cultura - Letteratura
Mercoledì 21 Settembre 2011 10:28

Novella_degli_scacchi"Ma non ci si rende già colpevoli di una limitazione offensiva, nel chiamare gli scacchi un gioco?" (Novella degli scacchi, pag. 29).

Scritto nel 1941 e pubblicato postumo nel 1943 dopo il suicidio dell'autore, Novella degli scacchi è legata a doppio filo all'ultimo periodo di vita di Stefan Zweig, alla sua condizione di ebreo costretto all'esilio - prima in Inghilterra, poi in Brasile - per sottrarsi alla follia del Nazismo.
La trama. Su una nave da crociera diretta a Buenos Aires nei primi anni '40 si incrociano, per la durata di qualche partita a scacchi, le vite del narratore, del campione del mondo Mirko Czentovic e del misterioso dottor B.
Czentovic, cresciuto dal parroco del villaggio dopo essere rimasto orfano, a malapena in grado di leggere e scrivere - la sua ignoranza è universalmente nota, come il suo unico talento -, schivo e arrogante, ha imparato a giocare a scacchi osservando le partite del parroco e, nel giro di qualche anno, è diventato campione del mondo. Il narratore, interessato ad avvicinarlo, riesce a organizzare una partita contro un gruppo di appassionati presenti a bordo.


A Czentovic sono sufficienti poche mosse per ottenere la vittoria, e anche la successiva rivincita sembra volgere verso lo stesso esito, quando l'intervento provvidenziale di uno sconosciuto determina sorprendentemente una patta. Chi è quest'uomo? Dove ha imparato a giocare così bene?
E' dallo stesso dottor B., dalla sua bocca scossa da un lieve tremito, che veniamo a conoscenza della sua storia, una storia in cui un libro di scacchi - una raccolta di 150 partite magistrali, per la precisione - ha giocato un ruolo determinante.
Questo è un libro sugli scacchi e, allo stesso tempo, non è solo un libro sugli scacchi.
C'è una scacchiera, ci sono degli avversari che si affrontano e partite giocate, il tutto inquadrato in quel contesto di dinamiche, emozioni e manie che ogni scacchista ben conosce. E gli scacchi sono stati fondamentali nella vita dei due protagonisti, hanno rappresentato per entrambi, Czentovic e il dottor B., una via di fuga, l'unica possibile: per l'orfano ignorante, quella concreta dalla condizione sociale; per il dottor B., quella mentale dalla costrizione fisica. Gli scacchi come escapismo.
Ma sono anche l'espediente per raccontare l'universale storia dell'homo homini lupus, che qui assume le vesti dell'oppressione nazista, che determina la fine del "mondo di ieri" particolarmente sentita dall'autore. E dunque gli scacchi diventano metafora della lotta per la sopravvivenza che vede schierati due giocatori (e quindi due visioni del mondo e due stili di vita) antitetici: l'automa puro calcolo, senz'anima, privo di qualunque virtù e conoscenza, tutto teso al guadagno e alla supremazia fine a sé stessa, e l'uomo sensibile e colto, con tutte le sue incertezze e debolezze.

Nel 1960 il regista Gerd Oswald ha realizzato una trasposizione cinematografica, Schachnovelle (nella versione italiana, Scacco alla follia), che nonostante la buona interpretazione di Curd Jürgens nella parte del dottor B., si discosta troppo dall'originale senza riuscire a mantenerne la tensione e lo spessore, così che l'impressione che ne deriva è quella di un pallido riflesso del romanzo.